Abstract:
The Digital Hut è una sperimentazione progettuale finalizzata a declinare nel contesto della cultura digitale del progetto le riflessioni fatte da Gottfried Semper alla metà del XIX secolo sulla dicotomia tra tettonica e stereotomia nella concezione costruttiva dell edificio attraverso quella che oggi definiremmo una lettura tecnologica della capanna Caraibica presentata a Londra nell esposizione universale del 1851. Semper stigmatizza l esistenza di due opposti universi costruttivi: i sistemi stereometrici (ovvero sistemi continui realizzati con tecniche ad umido) che il basamento della capanna incarna, i sistemi tettonici derivati dall assemblaggio a secco dei componenti (la copertura della capanna realizzata mediante l intreccio di rami). Si parlerà a partire dal sec. successivo e fino ai giorni nostri di sistemi pesanti e sistemi leggeri portatori di esisti architettonici e dimensioni progettuali spesso antitetiche. Su queste premesse la tesi sviluppa una riflessione su come tettonica e stereotomia possano essere declinate in epoca digitale. Il progetto di un piccolo infopoint (una reinterpretazione della capanna caraibica) diventa l occasione per sperimentare alcune tecnologie di produzione digitale (in particolare la stampa 3D del calcestruzzo e le macchine a controllo numerico per le componenti lignee) lavorando comunque nel rispetto dei principi dell economia circolare utilizzando da un lato materiali riciclati e dall altro soluzioni progettuali che ne facilitano lo smontaggio e il riuso (Design for Disassembly). The Digital Hut si concentra dunque su come la fabbricazione additiva possa determinare sistemi costruttivi ibridabili con altri sistemi e materiali in opposizione alla brandizzazione della casa stampata intesa come soluzione definitiva al problema del costruire che nell ultimo decennio ha accompagnato la narrazione collegata alla stampa 3D.