Abstract:
La ricerca indaga la storia urbana di Detroit come narrazione paradigmatica della modernità industriale americana assumendo le fabbriche di Albert Kahn come dispositivo interpretativo della città e dei suoi processi produttivi. Dalla fondazione settecentesca al rapido sviluppo fordista del XX secolo Detroit si configura come un laboratorio inedito della relazione tra architettura industria e società in cui la pianta tipica di Kahn diventa archetipo dello spazio moderno e playground di una civiltà fondata sulla produzione.Il successivo fallimento di questo modello industriale il declino urbano e la rappresentazione simbolica delle rovine di Detroit vengono letti non come immagini di perdita ma come terreno fertile per nuove forme di appropriazione e riscrittura.Uno dei primi complessi industriali progettati da Albert Kahn la Packard Motor Company anticipa le conquiste e i fallimenti di questa parabola produttiva e culturale costituendo così un ideale campo di studio. In questo senso la Concert Hall di Mies van der Rohe (1942) concepita come esercizio di trasposizione e reinterpretazione di un edificio di Kahn rappresenta il palinsesto metodologico alla base del progetto di tesi. Questo concetto diventa al tempo stesso chiave interpretativa e strumento operativo: le sovrapposizioni di progetti reali e immaginari dalla stessa Packard Plant all IIT e a Lafayette Park di Mies van der Rohe fino al McCormick Tribune Center di OMA compongono un archivio dinamico di eredità teoriche e spaziali. Su queste basi si sviluppa il progetto per un Centro Studi della città di Detroit che articolato tra spazi per la ricerca e residenze assume la forma di una anti-fabbrica : non più luogo di produzione di valore economico ma spazio di produzione di senso conoscenza e comunità.